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Scritto da Gaetano B.
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Martedì 10 Ottobre 2006 23:16 |
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Il parapendio a motore o, più semplicemente paramotore, nasce come apparecchio aerosportivo alla fine degli anni ‘80. Similmente alla evoluzione del deltaplano da volo libero cui, nel 1979, vennero applicate le prime motorizzazioni, l'ala flessibile nota come parapendio veniva dotata di un propulsore che ne consentiva il decollo in pianura, liberando il pilota dalla necessità del decollo da pendio. In pochi anni ha avuto una rapida evoluzione. Il motore, con relativa elica propulsiva, è alloggiato su di un telaio che è collocato a zaino sulle spalle del pilota. Al telaio è anche agganciata la velatura tramite due moschettoni collegati alle bretelle della vela. Il pilotaggio è in tutto simile a quello del parapendio da volo libero ed ha avuto, come logico, la massima diffusione nelle zone con vaste pianure. L'Italia è un leader mondiale nella sua produzione, anche se la diffusione maggiore è negli Stati Uniti d'America e in alcuni stati europei come la Francia e la Spagna. La sua attività agonistica è gestita e regolamentata dalla F.A.I. (Fédération Aeronautique Internationale) nella categoria Microlight-New Classes e partecipa alle competizioni internazionali come categoria a se stante. Negli ultimi anni anche alcune Forze Armate si sono dotate di questo mezzo per i loro reparti speciali. I motori sono a due tempi con cilindrate tra gli 80 ed i 250 cc e potenze da 14 a 30 HP. Le eliche hanno un diametro tra i 60 ed i 130 cm. La spinta statica è compresa tra i 30 ed i 70 Kg. Può viaggiare a velocità comprese tra i 20 ed i 60 Km/h, quindi con tutti i vantaggi e gli svantaggi del volo lento. È infatti in grado di decollare ed atterrare in spazi limitati, dell'ordine di pochi metri e può tranquillamente effettuare voli radenti. Proprio per la sua semplice struttura, l'attrezzatura può essere trasportata facilmente con una normale autovettura ed i costi della manutenzione nonchè i comsumi, sono ridottissimi. Per la legislazione italiana il paramotore è considerato un apparecchio per il Volo da Diporto Sportivo (V.D.S.) provvisto di motore, che è regolamentato dalla Legge 106/85 e suoi Decreti applicativi.
Il Paramotore è l’unico apparecchio per il volo, cosi leggero e flessibile, che permette sempre il decollo in prossimità delle aree da sorvolare. La possibilità di effettuare voli livellati ad avanzamento lento e regolare rende il paramotore lo strumento ideale per attività di monitoraggio ambientale e di ripresa documentaristica video/fotografica.
Alcuni esempi di campi applicativi:
- Manifestazioni
- Foto e Riprese aeree
- Pubblicità aerea
- Spettacolarizzazione eventi
- Monitoraggio ambientale
- Messaggi augurali
I Vantaggi del Paramotore:
- Efficace come nessun altro metodo di Promozione.
- L’attività di acquisizione fotografica e video professionale produce risultati esaltanti grazie al punto di vista privilegiato da cui viene svolta.
- La pubblicità è veicolata lì dove serve, con la garanzia di raggiungere il target desiderato.
- L’impatto emozionale nel veder volare un Parapendio è assolutamente unico.
- L’attività stessa del volo è identificata dalla gente come un esperienza positiva alla quale associare l‘immagine del Cliente.
- I supporti impiegati (Vela e Mongolfiera) si prestano ad infinite possibilità di Slogan Promozionali.
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 04 Agosto 2010 22:04 |